Animali in pericolo per colpa della plastica in mare: l'allarme del WWF

700 specie marine sono minacciate dalla plastica nel mondo, sono 314 solo nel Mediterraneo

| Redatto da Meteo.it

Il problema dell'inquinamento da plastica affligge gli oceani di tutto il mondo, che oggi "ospitano" 5 gigantesche isole di plastica in cui si accumula, trasportata dalle correnti, la maggior parte dei rifiuti: due sono nell'oceano Pacifico, due nell'Atlantico e una nell'oceano Indiano. A queste si aggiunge il mar Mediterraneo che - afferma il WWF - è paragonabile a una vera e propria "zuppa di plastica": sesta grande zona di accumulo di rifiuti plastici al mondo, nel Mediterraneo si concentra il 7% della microplastica globale. Se si pensa che il nostro mare rappresenta appena l'1% delle acque mondiali, si tratta di un dato davvero impressionante.
Tutti questi rifiuti plastici, oltre a rappresentare, naturalmente, un enorme problema dal punto di vista dell'inquinamento, sono un serio pericolo per gli animali.

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Foto: iStock/Getty images

Un report pubblicato dal WWF riporta dati allarmanti. In tutto il mondo, oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica marina è dovuto alla plastica e circa 700 specie animali marine sono minacciate dalla plastica. Di queste, il 17% è stato classificato come "minacciato" o "in pericolo critico" di estinzione da IUCN, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
Molte specie vengono ritrovate intrappolate nella plastica, 344 in tutto il mondo. Spesso succede con reti da pesca, lacci ad anello e imballaggi di plastica che possono causare ferite, lesioni, deformità. Queste trappole di plastica risultano spesso letali per gli animali, che si ritrovano impossibilitati a muoversi per fuggire da predatori, alimentarsi e perfino respirare.
Nel Mediterraneo le vittime principali della plastica sono uccelli, pesci, invertebrati, mammiferi marini e rettili come le tartarughe marine.

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Le specie marine possono ingerire plastica in modo intenzionale, scambiandola per cibo, accidentale oppure indiretto, mangiando prede che a loro volta avevano ingoiato plastica. Secondo i dati resi noti dal WWF, solo nel Mediterraneo sono 314 le specie vittime di ingestione di plastica: pesci, tartarughe marine, uccelli e mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel nostro mare presentano plastica nello stomaco e si stima che oltre il 90% degli uccelli marini abbia nello stomaco frammenti di plastica. Sono state rinvenute fibre e microplastiche anche in ostriche e cozze. L'ingestione di plastica, soprattutto se di grandi dimensioni, porta quasi sempre alla morte dell'animale: tra i suoi effetti più comuni ci sono ulcere, necrosi, perforazioni, blocchi intestinali e riduzione della capacità dello stomaco.

Anche nel Santuario dei Cetacei, la più grande area marina protetta del Mediterraneo, si registrano elevate concentrazioni di microplastiche. Il Santuario Pelagos, dedicato ai mammiferi marini, occupa l'area di mare che va dal nord della Corsica alle coste di Francia Liguria. I ricercatori hanno scoperto che il plancton che si trova in questa zona possiede elevati livelli di contaminanti, che si trasferiscono ai cetacei quando si nutrono di plancton. 

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Attraverso i pesci, la plastica arriva sulle nostre tavole. Secondo il report del WWF, 60 specie di pesci nel Mediterraneo sono vittime di ingestione di plastica. Il 18% dei tonni e pesci spada nel sud del Mediterraneo presenta rifiuti di plastica nello stomaco. Succede anche al 17% degli squali boccanera alle isole Baleari, ma anche ad animali più piccoli, come cozze e granchi.
Secondo un recente studio - riporta il WWF -  nelle cozze e nelle ostriche che provengono da acquacoltura sono presenti "concentrazioni di microplastiche tali che il consumatore medio europeo di molluschi può arrivare ad assumere fino a 11.000 microplastiche l'anno". Per adesso, non è ancora noto quali effetti possa avere, sulla salute dell'uomo, l'esposizione alle microplastiche.

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